Archivio mensile:novembre 2017

la donna alchimista

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Quando la donna impara a trasformare tutto ciò che nella sua vita considera negativo prendendo da esso il miglior insegnamento, ha il potere di far emergere la propria oscurità e trasmutare le sue emozioni.
Quando la donna sente che la sua vita è immersa nel “fango” e riesce a dare la vita al fiore di loto che giace addormentato nel suo grembo, quando la donna sente che la sua essenza, il suo corpo, i suoi pensieri e le sue emozioni sono un pezzo di carbone senza valore ed inizia ad usare il suo potere, lucidando a poco a poco e trasformando il carbone in diamante lucente.
La donna lucida il carbone esprimendo chiaramente ciò che vuole, che sente, conoscendo il proprio corpo ed i suoi desideri e scegliendo consapevolmente i suoi pensieri .
La donna alchimista è in grado di affinare il carbone fino a renderlo diamante, in questo modo fa emergere la sua essenza più pura.
Essa è in grado di lasciare andare il passato e vivere qui e ora nel pieno del suo potenziale, riscoprendo la sua essenza Cristica, la sua essenza cristallina, senza peccato e senza macchia, da questo luogo interiore la donna alchimista emana l’essenza di Luce; questa Luce cristallina si divide nei 7 colori primari, i colori dei chakra e dell’arcobaleno.
E’ in questo momento che nasce la donna alchimista, da questo luogo in poi essa sarà in grado di riscoprire la propria sessualità sacra.

Zuhari MK

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Senilità

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La memoria mi difetta

me ne accorgo poco a poco

(le sinapsi troppo in fretta

fanno male il loro gioco).

Mi dimentico le chiavi,

il telefono, la penna,

(ma non come mi chiamavi

qui la mente non tentenna).

Ho scordato la patente

e quel certo appuntamento

(non mi importa più di niente

e neppure mi lamento).

Non ritrovo quelle carte

ho perduto il portafoglio

(riconosco ancora l’arte

ed ancor so quel che voglio).

Ho smarrito anche il futuro

è svanito piano piano

(non vi è nulla di sicuro

più non trovo la tua mano).

Alla fine sarà il nulla

perché è lì che poi si arriva

(sarò bimba nella culla

sarò morta ancora viva).

Di  Aglaja Ivanovna Epancina

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