Archivio mensile:gennaio 2015

Ho bisogno di silenzio

Standard
come te che leggi col pensiero
non ad alta voce
il suono della mia stessa voce
adesso sarebbe rumore
non parole ma solo rumore fastidioso
che mi distrae dal pensare.
Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina
disorientate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.
Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.
Gli amici veri, pochi, uno?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.
Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.Alda Merini

 

Charlie Chaplin e il cattivo infinito

Standard

La funzione prioritaria della Cultura

questioni

[da Tuttoscuola, gennaio 2015]

Modern Times_poster

Mi chiedo quali siano i riferimenti culturali di chi oggi discute di questioni educative. Se dovessi farmi un’opinione a partire dalle prese di posizione che si succedono da parte di esperti non meglio precisati, di tablerondisti che parlerebbero anche della coltivazione delle barbabietole sulla Luna, di politici che avendo orecchiato dieci parole in inglese le ripetono con scarsa consapevolezza del loro significato, non potrei che prendere atto che nel corso di questo inizio di secolo si è riusciti a compiere un’operazione che fino alla fine del precedente sembrava solo un incubo alla Zamjatin, una sorta di utopia negativa. Questi aveva collocato la sua narrazione in un futuro, che a noi non sembra poi così remoto, nel quale sarebbero andate perse le testimonianze delle antiche civiltà. Gli allievi nelle scuole non avrebbero più letto Omero, ma il solo grande capolavoro sfuggito alla distruzione e fortunosamente ritrovato…

View original post 1.043 altre parole

Standard

Il compito di un individuo è quello di portare avanti se stesso fino alla fine, con coraggio e determinazione, senza aver paura della morte, del giudizio degli altri, di sacrificarsi, di diventare povero, di diventare ricco: questo è l’insegnamento. E l’obiettivo è una morte, non una vita; è morire bene avendo ben vissuto, cioè nel rispetto della vita altrui e della propria “natura autentica”.

Dai Do Strumia

Un ponte sull’eternità

Standard

Comprato per caso, in un piccolo negozio di un piccolo paese, per “ammazzare” il tempo (già) morto, è diventato, invece, battesimo di un’idea che prima vagava nelle viscere, senza trovare confini. Il fulcro è lì, in quella lettera del “mercoledì sera, 21/12”, che comincia con “Carissimo Richard……”.

Lì Bach è riuscito a riassumere, credo, un’esperienza che ho vissuto anch’io, dolorosa come non mai: quella di tentare di mettere insieme, nella coppia, uno che ha paura di impegnarsi e l’altro che ha bisogno d’impegno.

Tutto il resto in comune: la fantasia, la gioia, i voli, il tempo riempito di significato, non servono a costruire una strada, che non sia fatta solo di ciottoli aridi, che fanno inciampare. Nessuno può, vuole o deve capitolare del tutto, nella costruzione del percorso. 
Difficile trovare la “terza via”, che non conosce ciottoli né paludi.
Forse, l’unica, è che ognuno la trovi da sé, per poi verificare che si possa incontrarsi quanto più spesso possibile, accettando che il rischio di rovinare sia sempre dietro l’angolo.
Come anche la possibilità di costruzione altissima.

Il Gabbiano Jonathan Livingston

Standard

Una sorta di Bibbia per molti. Da tenere sul comodino nei momenti peggiori . Quando ti senti, sì, un gabbiano, ma con le ali pesanti di fango.
E allora quell’ inneggiare di Jonathan alla libertà, alla sua ricerca, alla sua possibilità di essere trovata (solo se se ne abbia tenacia)è un balsamo.
Ma a buon mercato, con effetto da pochi secondi.
Poi ricadi con le ali pesanti e ti senti ancora peggio e realizzi che non sei un buon alunno:” l’ entusiasmante avventura del volo” non è per te.
E allora il tuo squarcio di cielo e verità diventa un altro: tutti vorremmo essere liberi, ma quanto è frustrante e vuota e senza senso, la libertà, se si figura come una strada da percorrere da soli.
La libertà è un bene solo quando è a rischio.
E’ un puzzle completo solo se manca l’ultimo tassello. Altrimenti, è pietra preziosa che non trova castone…
il-gabbiano-jonathan-livingstone_fronte

Donne che corrono coi lupi

Standard

Libro vero, che racconta verità che nessun uomo vorrebbe vere, ma che una vera donna riconosce veritiere; perché la donna selvaggia è tutto e il suo contrario, e mentre si veste di un ruolo ne ricopre anche altri. Un libro rassicurante, quindi, che ammette e perdona ambivalenze emotive delle donne, rendendole
sacre, possibili, umane. Eppure, per questo, percepite come pericolose e ricacciate in profondità e negate.
Ma perché non siamo capaci di urlare e affermare le nostre paure?
I nostri pensieri di morte?
Nulla è più illogico e spaventoso e vicino alla Grande Madre di una profondità femminile che tra le doglie cerca di venire alla luce.
Eppure, quanta splendida magia in questa nascita!
Vita – Morte – Vita.

recensione-libro-donne-che-corrono-coi-lupi

Insegnanti, social network e il codice di condotta

Standard
Insegnanti, social network e il codice di condotta

cittadinanza digitale

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

divieto

di Andrea Patassini

Partiamo dal fatto vero e proprio. Il 7 gennaio 2015 l’Osservatorio sui Diritti dei Minori, un comitato scientifico costituito nel 2000 e composto da esperti e tecnici impegnanti nei campi dell’educazione, della psicologia, della sociologia, dell’infanzia e della tutela dei minori, diffonde un comunicato stampa intento a sollevare il problema dei docenti troppo confindenti con gli allievi attraverso Facebook. Quali sono le motivazioni? Secondo l’Osservatorio, che su questo ha ricevuto insistenti segnalazioni da parte dei genitori, sono emersi troppi casi in cui insegnanti e dirigenti scolastici stringono “amicizie virtuali” (le virgolette sono riportate nel testo del comunicato) con i propri studenti; concedono agli stessi studenti il “tu” nelle interazioni online; adottano linguaggi sconvenienti, si lasciano andare in liti online e infine: “lanciano strali nei confronti di amici, colleghi o riferimenti della vita pubblica, con i propri alunni spettatori di cotanto teatrino, per cui risulta molto difficile immaginare…

View original post 551 altre parole

Risate made in Naples

Standard

Alchimie

Ebbene sì, durante la mia scappata a Salerno sono andata a vedermi quest’ultima creatura di Siani.

Set d’eccellenza è stata Sant’Agata dei Goti in Costiera e la perla marittima c’è nel film con sequenze mozzafiato dedicate a Furore, alla Torre del silenzio di Conca dei Marini, alo zigzagare della roccia dove si muove un pulman preso di peso dagli anni ’60 del secolo scorso.
Il film è un bel melting pot di sano umorismo, fotografia eccellente, mondo rurale e filosofia di vita partenopea. Per stemperare questi giorni di gennaio dove i politici si stanno scartavetrando i “gioielli di famiglia2 io consiglio una sana risata, made in Naples.

View original post