Archivio mensile:dicembre 2014

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Gli italiani
Il giudizio severo di Pasolini

L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza –
alzare la mia sola puerile voce –
non ha più senso: la viltà avvezza

a vedere morire nel modo più atroce
gli altri, nella più strana indifferenza.
Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

Heidegger: Che cos’è insegnare – Lucio Saviani Lucio Saviani

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Heidegger: Che cos’è insegnare – Lucio Saviani Lucio Saviani.

“L’insegnare è ancora più difficile dell’imparare. Lo si sa bene; ma lo si pondera raramente. Perché l’insegnare è più difficile dell’imparare? Non perché l’insegnante deve possedere la somma maggiore di conoscenze e averla a disposizione in ogni momento. L’insegnare è più difficile dell’imparare perché insegnare significa: lasciare imparare. L’autentico insegnante non lascia addirittura imparare nient’altro che – l’imparare. Perciò il suo fare suscita spesso anche l’impressione che presso di lui non si impari propriamente niente, a condizione che ora inavvertitamente si comprenda sotto “imparare” solo il procurasi conoscenze utili. L’insegnante è più avanti degli apprendisti unicamente per il fatto che lui ha da imparare ancora molto più di loro, vale a dire: il lasciare-imparare. L’insegnante è molto meno sicuro del fatto suo di quanto non lo siano i discenti del loro. Perciò nel rapporto tra insegnante e allievo, quando è un vero rapporto, giammai entra in gioco l’autorità di “chi conosce molto” e l’influenza autoritaria di chi occupa una posizione ufficiale. Per questo diventare un insegnante rimane una cosa elevata, ben diversa dall’essere un famoso docente. Presumibilmente dipende da questa cosa elevata e dalla sua elevatezza, che oggi, mentre tutto viene misurato solo verso il basso e dal basso, per esempio a partire dall’affare, nessuno voglia più diventare insegnante. Presumibilmente questa avversione è legata a ciò che, essendo più considerevole, dà da pensare”.

Martin Heidegger, Che cosa significa pensare, Milano, SugarCo, 1978, pp. 107-108