Archivio mensile:giugno 2014

Radici

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La casa sul confine della sera oscura e silenziosa se ne sta, respiri un’aria limpida e leggera e senti voci forse di altra età, e senti voci forse di altra età… La casa sul confine dei ricordi, la stessa sempre, come tu la sai e tu ricerchi là le tue radici se vuoi capire l’anima che hai, se vuoi capire l’anima che hai… Quanti tempi e quante vite sono scivolate via da te, come il fiume che ti passa attorno, tu che hai visto nascere e morire gli antenati miei, lentamente, giorno dopo giorno ed io, l’ultimo, ti chiedo se conosci in me qualche segno, qualche traccia di ogni vita o se solamente io ricerco in te risposta ad ogni cosa non capita, risposta ad ogni cosa non capita… Ma è inutile cercare le parole, la pietra antica non emette suono o parla come il mondo e come il sole, parole troppo grandi per un uomo, parole troppo grandi per un uomo… E te li senti dentro quei legami, i riti antichi e i miti del passato e te li senti dentro come mani, ma non comprendi più il significato, ma non comprendi più il significato… Ma che senso esiste in ciò che è nato dentro ai muri tuoi, tutto è morto e nessuno ha mai saputo o solamente non ha senso chiedersi, io più mi chiedo e meno ho conosciuto. Ed io, l’ultimo, ti chiedo se così sarà per un altro dopo che vorrà capire e se l’altro dopo qui troverà il solito silenzio senza fine, il solito silenzio senza fine… La casa è come un punto di memoria, le tue radici danno la saggezza e proprio questa è forse la risposta e provi un grande senso di dolcezza, e provi un grande senso di dolcezza…

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“DIFFERENTI RIPETIZIONI”. Una conversazione su Deleuze con Fabio Treppiedi.

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di Silverio Zanobetti

gilles-deleuze

Pubblicato in “Passparnous” X, luglio 2012 (sezione di filosofia “Alphaville”).

S.Z. Le interviste, lo sappiamo, portano a poco, non sono in grado di costruire problemi. Meglio fare una conversazione scritta più che un’intervista, tanto per dissipare subito l’equivoco: ciò che verrà fuori da questa conversazione non sarà una ricostruzione posticcia della spontaneità imbarazzata dei “faccia a faccia”, di una “brillante e immediata intervista a bruciapelo”. Ognuno di noi è un deserto e alla fine nessuno dei due firmerà queste pagine e, parafrasando Deleuze, verrà fuori qualcosa come Zanobetti (X) intervista Treppiedi (Y) firmato ciò che scorre tra di noi, ciò che ci trascina entrambi in un’evoluzione a-parallela.

F.T. Magari, chissà, l’emergere di un problema inatteso, nel corso di questa evoluzione,potrà essere la dimostrazione che non si è trattato di un’intervista o di una conversazione, ma di qualcos’altro. Di cosa esattamente? Ai lettori l’onore di porre la…

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Elogio del professore incapace

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…fancazzisti ed incapaci riescono ad ottenere un lavoro e mantenerlo a dispetto di tutto e tutti, in virtù di una burocrazia delirante, di appoggi politici smaccati e della generale indifferenza cronica della società…

Il nuovo mondo di Galatea

Si parla tanto, e a ragione, di innalzare il livello dei docenti, premiare finalmente il merito nella scuola, far fuori una volta per tutte quegli imboscati fannulloni o incapaci rovinalunni che vegetano da anni in cattedra senza fare un cippa. Giusto, approvo. Ma lasciatemi qui, una volta tanto, dire due parole in loro difesa: perché certo, tutti noi sogniamo per i nostri figli classi tenute da docenti perfetti, con un curriculum di titoli accademici che in confronto Einstein sembra un deficiente e una sequela di corsi di specializzazione, SSIS e incontri di formazione tale da poter riempire pagine e pagine in formato word, facilmente consultabili, da parte dei genitori, sul sito del Ministero; ma ci dimentichiamo quanto dobbiamo noi, che prima di genitori siamo stati alunni, a quei panciafichisti che abbiamo incontrato nel nostro cammino scolastico.

I professori fannulloni si dividono in due grandi categorie, i fancazzisti in malafede e…

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