MANIFESTO CONTRO IL CAKE-DESIGN By AndreaVigna

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Io odio il cake-design, lo odio non per un motivo in particolare, intendiamoci, bensì per un’infinità di motivi.

Una mattina ci siamo svegliati e nelle vetrine delle pasticcerie son comparsi dolci fosforescenti, dolci colorati e ruffiani. La sensazione che davano ad un occhio impressionabile non era quella di un dolce goloso e peccaminoso, non c’erano più quei ciuffi di grassa panna a sedurci e tentarci ma piccoli fiorellini fuxia o pesciolini blu, decori plastici quasi asettici, in alcuni casi si potevano trovare addirittura dolci antropomorfizzati.
Il decoro, quello che prima veniva posto sulla torta per simulare e raccontare un evento, era diventato la torta stessa.
Chi poteva aver avuto un’ idea del genere? Chi poteva aver assassinato in un colpo solo la pasta choux, la pate à bombe, le creme, le gelatine, il cioccolato (quello vero) e le meringhe?

Oltre a tutti questi “crimini” e colpe questa pazza moda aveva una colpa ancor più grossa e subdola, quasi paragonabile alle armi di distruzione di massa: il cake-design era facile, alla portata di tutti.

In poco tempo coloranti e arnesi da decoro invasero negozi e botteghe, dove prima si vendevano tegami in rame o acciaio ora si potevano trovare formine e alzatine, al posto di coltelli forgiati arrivarono bastonicini per fare piedini ed occhietti alla vostra fragola animata.

Quello che c’era dentro la torta poco importava, l’importante è che alla fine avesse preso la forma più simile a quella dell’oggetto reale da riprodurre; la pasticceria da arte sacra e riservata ad alcuni si era trasformata in un lavoro di  riproduzione in scala di oggetti.
Pan di Spagna a vagonate, crema al burro per tirare tutto liscio e perfettamente in bolla, a coprire cioccolato plastico o strati più o meno spessi di pasta reale.

Forma.

Un tempo, prima di questa disgrazia, quando si andava a cena a casa di amici ci si presentava con un vassoio di pasticcini, con una meringata, una Saint Honoré, un monte bianco. Dolci preparati da pasticceri esperti e capaci, ora quando si invita qualcuno a casa si teme che arrivi con la torta a forma di pesciolino Nemo, di campo di calcio, di borsa di LVuitton stopposa e mal cotta.

Ditemi voi se non è una disgrazia.

MANIFESTO CONTRO IL CAKE DESIGN

– Conosci e poi venera la pasticceria, se è troppo semplice e facilmente riproducibile diffida.

– La pasticceria è varia e bella non ha bisogno di tappeti di pasta di zucchero che la coprano.

– Il cake-design nasconde il nulla dietro ad un vestito apparentemente stirato.

– Burro, marshmallow e riso soffiato sono la base della pasta di cereali? No, è calcestruzzo commestibile (se non avete la dentiera).

– Il bello non per forza è buono, il cake design è per di più brutto.

– Duecento grammi di Pan di Spagna e cento grammi di pasta di zucchero non ti deliziano, ti strozzano.

– Noi siamo per dare la giusta forma alle cose, cambiare aspetto nascondendo gli ingredienti non rede tutto più sano e leggero ma più pericoloso e ridicolo.

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Una risposta »

  1. Purtroppo la continua industrializzazione ha fatto si che l’artigianato venga sempre più emarginato, ed il valore rappresentato dalle capacità di un piccolo artigiano viene reso nullo.
    Questo manifesto mi ha fatto pensare al detto “anche l’occhio vuole la sua parte”, e secondo me, al giorno d’oggi ormai l’occhio è diventato tutta la parte della “bontà”, cosa che non dovrebbe assolutamente accadere.
    Saluti Prof. 🙂

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