DENTRO LE RIGHE: LA DIRIGENZA SCOLASTICA ELEMENTO DI DEBOLEZZA NELLA SCUOLA Scritto da Libero Tassella

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Ho sempre considerato la Dirigenza scolastica un elemento di debolezza nella scuola dell’autonomia che ormai è in crisi e a mio avviso oggi va profondamente riformata a partire anche dalla dirigenza scolastica; il Dirigente oscilla in un ruolo che va dal delirio di onnipotenza,  in autonomia credono, come un signore feudale, di poter fare tutto ciò che vogliono per il supposto bene della loro azienda e dei loro clienti ( genitori ed alunni) in barba a contratti e a norme di rango primario o secondario, oppure sono dei paurosi burocrati sempre impauriti di dover aprire il borsellino e risarcire, pecore con gli impiegati e i funzionari dell’amministrazione, leoni con i sottoposti in specie insegnanti, rasentando a volte la villania e la scostumatezza.

E poi l’arroganza contrabbandata da decisionismo, li abbiamo visti in giacca blu, e cravatta caricature di manager, con porte delle dirigenze sempre chiuse , con decine di collaboratori a carico del FIS, portare alla rovina scuole, utilizzare in modo disinvolto le risorse, circondarsi da corti dei miracoli, entrare nelle valutazioni imponendo promozioni , scambiano la valutazione come una promozione della loro azienda e soprattutto l’impunità di cui godono a prescinderei dai risultati, vivono nell’autoreferenzialità pura, molti di queste caricature di manager in un’azienda privata sarebbero stati cacciati a calci nel sedere, nelle scuole pubbliche più danno fanno ,più sono inamovibili!Immagine

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  1. E che vuoi commentare? Questa è la realtà. Fino a poco tempo fa pensavo che il mio istituto fosse “privilegiato” in questo senso, ma ora mi rendo conto che è così un po’ dappertutto e quello che ci aspetta non è certo meglio.

  2. Condivido pienamente. Ho manifestato spesso anche nel mio blog ( https://glioplitidiaristotele.wordpress.com/2014/04/02/capitani-corraggiosi/ ) l’assoluta mancanza di spessore che hanno moltissimi Dirigenti scolastici.

    Però sono anche convinto di una cosa: se tante, troppe, volte il Dirigente spadroneggia arbitrariamente è anche colpa di una classe docente che non alza mai la voce e non combatte, che nei collegi è pavida o distratta, che guarda l’orologio non vedendo l’ora di correre a casa, che mormora nei corridoi il suo malcontento e mai nei luoghi deputati al confronto, che è timorosa perfino della propria ombra. Quanti di noi hanno preso sanzioni disciplinari per aver scelto di non chinare il capo davanti all’arroganza del potere?

    Non puntiamo il dito verso ciò che reputiamo responsabile del cattivo andamento della scuola. E noi? E le nostre responsabilità?

    Un cordiale saluto
    Flavio Maracchia

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